L’Asino bianco dell’Asinara

L’asino bianco dell’Asinara è sicuramente il simbolo dell’isola; molto tranquillo, dal pelo chiarissimo, pascola nella macchia mediterranea che contraddistingue l’isola.

Questa varietà albina dell’asino è presente in pochi esemplari sull’Isola dell’Asinara e nella foresta Demaniale di Porto Conte. Alcuni esemplari si possono ritrovare in altre località della Sardegna (Foresta Burgos), ma solamente in seguito a recenti programmi di salvaguardia della specie.

Con il termine “albino” si definisce un’alterazione ereditaria della distribuzione della melanina caratterizzata dalla diminuzione o assenza di tale sostanza, in questo caso nel pelo.

L’asino bianco dell’Asinara: le origini

Le sue misteriose origini sono ancora in fase di studio. Secondo la leggenda gli asini sarebbero giunti nell’ isola accidentalmente a seguito del naufragio di una nave egizia diretta verso la Francia; mentre secondo altri direttamente importati dall’Egitto ad opera del Duca dell’Asinara (1800). Di contro, recenti testimonianze raccontano della presenza di asini bianchi dalla fine del secolo scorso probabilmente abbandonati dagli abitanti dell’isola quando si trasferirono sulla terra ferma in seguito alla decisione di ospitare sull’ Asinara un lazzaretto ed una colonia penitenziaria.

Le caratteristiche generali dell’asino bianco sono quelle comuni alla popolazione di asinelli sardi, dai quali si discostano poco.

L’asino bianco è caratterizzato da dimensioni ridotte con circa 1 m di altezza al garrese; presenta una testa piuttosto pesante, collo corto, arti sottili ma robusti ed un mantello folto. Le caratteristiche che distinguono questa particolare varietà sono la colorazione del mantello, i cui peli, candidi alla nascita, tendono ad un colore bianco-opaco nell’adulto e sono di consistenza piuttosto morbida e poco setolosa, il colore rosato della pelle ed una parziale pigmentazione dell’iride, di colore rosa – celeste, cosa che li rende particolarmente sensibili alla luce.

L’asino bianco dell’Asinara: caratteristiche generali

Così come quelli presenti nella foresta demaniale di Porto Conte, gli asini sia bianchi che grigi dell’Asinara, non essendo stati finora manipolati dall’uomo, hanno una struttura di popolazione di tipo naturale, con il numero di maschi e di femmine pressoché equivalente. A differenza dei cavalli, non si riuniscono in branchi fissi. I maschi adulti vivono solitari, mentre le femmine vivono con il puledro. I maschi si uniscono ad una o due femmine durante la primavera, mentre in estate formano gruppi misti maschi/femmine, anche fra anziani, senza mostrare differenze nella scelta dei partner in base al colore del mantello.

Molto meno sofisticato del cavallo, l’asino bianco dell’Asinara si adatta bene anche ad ambienti ostili e riesce a sfruttare quasi tutte le risorse vegetali offerte dall’isola.

Il futuro dell’asino bianco dell’Asinara

L’asino bianco dell’Asinara (il cui nome scientifico è Equus africanus asinus), ad oggi, è considerato una specie “a rischio” d’estinzione, come risulta dall’ultimo censimento che indica la presenza sull’isola di circa 90 esemplari. Fenomeni come la bassa fertilità delle femmine associata a problematiche di ordine sanitario e all’alta mortalità dei piccoli, spesso associata alla forte consanguineità (vivendo su un’isola, la probabilità di mescolare il proprio dna con quello di asini di altre zone è pressoché nulla), non garantiscono la salvaguardia dell’asino bianco. Inoltre alcuni aspetti comportamentali (come le molestie, spesso letali, dei maschi nei confronti dei giovani nel periodo dei calori) contribuiscono certamente a rendere “critica” la sua sopravvivenza.

Nonostante non compaia nella lista delle specie protette dalle leggi regionali, un decreto ministeriale del 27 luglio 1990 lo ha inserito nel “Registro Anagrafico delle Popolazioni Equine riconducibili a Gruppi Etnici Locali”, facente parte di un progetto del CNR finalizzato alla “Difesa delle Risorse Genetiche delle Popolazioni Animali”.

Per salvaguardare l’asino bianco dell’Asinara, l’Istituto Incremento Ippico della Sardegna si impegna costantemente attraverso la ricerca  e tutela, allevando ( presso il centro di Foresta Burgos ) l’unico gruppo di animali numericamente consistente al di fuori dell’isola dell’Asinara.

 

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